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Mostra Fina Miralles. I Am All the Selves that I Have Been al Madre, Museo d'arte contemporanea Donnareginadi Napoli

La Mostra Fina Miralles. I Am All the Selves that I Have Been in corso al Madre, Museo d'arte contemporanea Donnaregina di Napoli: gli artisti e le opere, i periodi e gli orari, le informazioni per la visita.

Mostra Fina Miralles. I Am All the Selves that I Have Been Napoli
Fina Miralles. I Am All the Selves that I Have Been - Madre, Via Settembrini, 79 - Napoli

Mostra in corso dal 29 ottobre 2022 al 9 gennaio 2022

Il Madre presenta una retrospettiva di Fina Miralles (Sabadell, 1950), con una serie di azioni, performance, fotografie, installazioni e dipinti – circa 100 opere, dal 1972 fino a opere dello scorso decennio.

Comunicato stampa della Mostra Fina Miralles. I Am All the Selves that I Have Been

Fina Miralles. I Am All the Selves that I Have Been presenta per la prima volta in Italia il lavoro della celebre artista catalana attraverso una serie di azioni, performance, fotografie, installazioni e dipinti – circa 100 opere, dal 1972 fino a opere dello scorso decennio.

La sua riflessione sulla natura e sull'artificio non si limita a sovvertire le convenzioni del nostro rapporto con l'ambiente in cui viviamo, ma ci invita anche a ripensare a ciò che intendiamo per arte, ai valori che sono alla base dell'arte e a ciò che le dà significato.

La mostra non segue un ordine cronologico, ma si concentra su una serie di opere che sono centrali nella struttura della pratica di Miralles. Si tratta di opere che mettono in discussione concetti come l'appartenenza, l'autorità, il potere e l'ordine stabilito, nonché ciò che conferisce loro valore, invertendo costantemente le nozioni di arte, artista e spettatore. Il potenziale critico - persino denaturalizzante - e le differenze e i conflitti evidenziati da queste opere dimostrano che l'immagine poetica può diventare anche politica.lles (Sabadell, 1950) ha studiato Belle Arti, ma ha presto rifiutato i valori accademici e convenzionali caratteristici della sua formazione. Nel 1974, Miralles presenta la mostra Imágenes del zoo (Immagini dello zoo) nella Sala Vinçon di Barcellona, uno spazio espositivo all'interno di un negozio specializzato in prodotti di design. L'azione si svolgeva in un contesto insolito, anche se va ricordato che all'epoca l'assenza di spazi culturali istituzionali costringeva spesso gli artisti a esporre in spazi alternativi che erano al di fuori del campo dell'arte. La mostra divenne una visita a uno zoo, non lo zoo locale ma uno zoo creato dall'artista in uno spazio culturale.

Si trattava di una serie di animali in gabbia che includevano l’artista stessa. La dislocazione, la critica all'autorità, la messa a fuoco tra ciò che è naturale o artificiale, sono domande che Miralles utilizza per mettere i visitatori di fronte all'artista, alla donna, all'individuo, come oggetto da esporre e contemplare, come opera d'arte. E questo è solo un piccolo esempio della ricchezza di letture suscitate dallo straordinario lavoro di questa artista.

Con il suo esibizionismo, questa installazione sovverte l'ordine stabilito ossa scarpe con suole modificate. Un cuscinetto di gommapiuma, impregnato di inchiostro con il nome dell'artista su una scarpa e il suo cognome sull'altra, lascia il suo segno sull'asfalto a ogni passo, in un gesto di appropriazione dello spazio pubblico su cui trasferisce la propria autorialità.
E così, filmando la sua passeggiata, firma anche l'opera. In questo modo l’artista denuncia il senso di proprietà che governa la società capitalista, da un piano pubblico a uno più intimo, e i rapporti di potere che inevitabilmente ne derivano e che condizionano le nostre vite. Analogamente, Standard (1976) analizza i modi in cui l'educazione, la cultura, la religione e il potere condizionano la nostra connotazione di individui. Le immagini di una madre che veste la figlia sono proiettate insieme a foto di famiglia e ad altre prese dai media, che rivelano ciò che ci si aspetta dalla ragazza nella società: fare la prima comunione, sposarsi, diventare madre, avere una famiglia e contemporaneamente essere attraente e desiderabile. Miralles ha presentato quest'opera seduta e legata a una sedia a rotelle, con una mantiglia in bocca, immobilizzata e muta, testimone della costruzione sociale e artificiale del suo personaggio.

Matances (Massacri, 1976-77) è composto da diversi elementi, in particolare da fotocomposizioni. Riflette sull'esercizio del potere sugli esseri umani e sugli animali, sul contesto socio-politico, educativo e religioso e sul modo in cui esso ività e nell'articolazione della creazione artistica, nel modo in cui la concepiamo e in quello che ci aspettiamo da essa. Un'impronta o una traccia che, come in El rastre de la sirena (Il sentiero della sirena, 2014), apre ad una nuova prospettiva e comprensione delle cose.

Biografia

Fina Miralles ha studiato Belle Arti a Barcellona all'inizio degli anni '70. A metà degli anni '80 ha trascorso un periodo in Sud America, Francia e Italia, prima di stabilirsi a Cadaqués (Alt Empordà) nel 1999. Le sue prime azioni, all'inizio degli anni Settanta, la collocano nel gruppo di artisti concettuali catalani che si occupano del tema della natura, coinvolgendo elementi come gli alberi, la terra, l'acqua e il corpo stesso dell'artista. Con grande semplicità e forza, essi enfatizzano il dialogo tra natura e artificio, mostrando al contempo una critica sociale e politica nel contesto della fine dell'era franchista, toccando i temi del totalitarismo, del patriarcato e della violenza. In quel periodo ha partecipato alla fondazione e alla gestione di spazi emblematici dell'arte contemporanea come la Sala Vinçon di Barcellona, la Sala Tres di Sabadell e l'Espai 13 della Fundació Joan Miró di Barcellona. Negli anni Ottanta, a seguito dei suoi viaggi, la sua opera pittorica e grafica è segnata da una ricerca di spiritualità, con gesti lirici e segni inscritti con una sobria semplicità. Dopo il Millennium, torna all'azione e alla performance art sotto forma di dialogo con la terra, il mare e i ritmi della natura. Negli ultimi anni ha pubblicato alcune poesie.

Informazioni utii per la visita

Orari: Lunedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì e Sabato dalle 10.00 alle 19.30. Domenica dalle ore 10.00 alle ore 20.00. La biglietteria chiude un’ora prima.
Biglietti: intero: € 8, ridotto € 4, ridotto gruppi prenotati € 4.00. Gratuito bambini fino a 6 anni.
Telefono: +39.081.19737254
E-mail: info@madrenapoli.it
Sito web: Madre

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