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Mostra Oltre Caravaggio. Un nuovo racconto della pittura a Napoli a Capodimonte. The Triumph of Death al Museo Capodimonte di Napoli

La Mostra Oltre Caravaggio. Un nuovo racconto della pittura a Napoli a Capodimonte. The Triumph of Death al Museo Capodimonte di Napoli: gli artisti e le opere, i periodi e gli orari, le informazioni per la visita.

Mostra Oltre Caravaggio. Un nuovo racconto della pittura a Napoli a Capodimonte. The Triumph of Death a Capodimonte
Oltre Caravaggio. Un nuovo racconto della pittura a Napoli a Capodimonte. The Triumph of Death - Museo di Capodimonte, via Milano, 2 - Napoli

(Foto: Caravaggio (Michelangelo Merisi), Flagellazione di Cristo, 1607, olio su tavola, Napoli, chiesa di San Domenico Maggiore, proprietà Ministero dell’Interno, Fondo Edifici di Culto (in temporanea consegna dal 1972))

Mostra in corso dal 31 maggio 2022 al 7 gennaio 2023

Al Museo Capodimonte 200 opere provenienti tutte dalle collezioni permanenti del museo, senza prestiti esterni.

Comunicato stampa della Mostra Oltre Caravaggio. Un nuovo racconto della pittura a Napoli

Dall’inaugurazione della Pinacoteca di Capodimonte nel 1957 fino ad ora, l’esposizione dei dipinti del ’600 napoletano è stata in gran parte il risultato di quest’analisi. La realtà è più complessa e i curatori della mostra, Stefano Causa e Patrizia Piscitello, sulla base degli studi degli ultimi decenni, propongono di riconsiderare lo schema di Longhi, ormai ampiamente storicizzato, e di ripensare l’intera articolazione di un secolo che non fu solo quello di Caravaggio, ma soprattutto quello di Jusepe de Ribera, uno spagnolo arrivato a Napoli nel 1616, sei anni dopo la morte di Caravaggio.

La mostra “Oltre Caravaggio” porta Ribera, rappresentato nelle collezioni di Capodimonte da opere sacre, mitologiche e nature morte, al centro della scena artistica napoletana.

Presentare la civiltà artistica napoletana vuol dire mettere in giusto risalto gli apporti esterni e gli scambi con gli altri centri, l’invio da fuori di opere e progetti, la residenza in città degli artisti ‘forestieri’. Napoli, infatti, era ed è una grande città portuale, crocevia della vita e della cultura italiana. Nel XVII secolo era diventata una delle megalopoli più popolose del mondo esercitando una profonda influenza sulla cultura europea; la sua storia si presenta come una ricca stratigrafia, fatta di diverse civiltà, popoli e espressioni artistiche che hanno lasciato tracce nel patrimonio artistico e monumentale. Per secoli ha subito attacchi, invasioni e distruzioni, facendo fronte a numerose catastrofi naturali: eruzioni vulcaniche, terremoti, maremoti e pestilenze.

In quest’ottica si può spiegare il ruolo centrale che hanno in questa rassegna, dedicata al XVII e XVIII secolo, lombardi come Caravaggio (1571-1610), emiliani come Giovanni Lanfranco (1582-1647), Domenichino (1581-1641) e Guido Reni (1575-1642), lo spagnolo (ma napoletano d’adozione) Jusepe de Ribera (1591-1652), i francesi Simon Vouet (1590-1649) e Pierre-Jacques Volaire (1729-1799), il bergamasco Cosimo Fanzago (1591-1678), i romani Artemisia Gentileschi (1593-1653) e Gregorio Guglielmi (1714-1773), il belga François Duquesnoy (1597-1643), che aveva collaborato all’altare per il cardinale Ascanio Filomarino (1583-1666) nella chiesa dei Santi Apostoli, imponente macchina realizzata tra il 1638 e il 1647 dall’architetto Francesco Borromini (1599-1667), tra i principali esponenti del barocco romano.

Gli artisti napoletani traevano ispirazione da questi apporti, rielaborando in maniera del tutto personale iconografie, tagli compositivi e utilizzo delle luci, esportando il loro linguaggio in Italia e in Europa. Un esempio tra tutti è Luca Giordano (1634-1705), che, campione della pittura barocca napoletana, viene chiamato a Venezia (1665, 1668), a Firenze (1682-83, 1685) e in Spagna (1692-1702), lasciando traccia sui pittori locali.

Cosa significasse per Caravaggio l’incontro con l’immensa capitale mediterranea, più classicamente antica di Roma stessa, e insieme spagnolesca e orientale, non è difficile intendere a chi abbia letto almeno qualche passo del Porta o del Basile; un’immersione entro una realtà quotidiana violenta e mimica, disperatamente popolare.

- R. Longhi, Caravaggio, 1951

Informazioni utili per la visita

Orari: dalle 10.00 alle 17.30 (ultimo accesso alle ore 17.00). Chiuso il mercoledì, il 1° gennaio e il 25 dicembre.
Biglietti: intero € 12, ridotto € 2. Gratuito per i minori di anni 18.
Telefono: +39.081.7499281
E-mail: mu-cap@beniculturali.it
Sito web: Museo di Capodimonte

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